La mia idea

E così, amici miei, eccoci nel XXI secolo. Sempre più confusi, preoccupati, persino malati. Eppure sulla carta la nostra vita dovrebbe essere luminosa e piacevole come mai prima. Che cosa è andato storto? Che diavolo sta succedendo?

Quello che io vedo e penso, e che ho scritto in #Noisiamoincalcolabili, è che senza più accorgercene viviamo in un regime fatto di numeri e di concetti astratti in cui i limiti materiali sono costantemente negletti e la menzogna è ovunque tra noi, strutturale, inafferrabile.

Come siamo arrivati a questo punto? È semplice: quello che non si può catturare in misure e calcoli – ma che purtroppo è proprio ciò che ci è essenziale per dare senso alla vita – nel corso dei secoli è stato via via messo da parte ed escluso dal sapere che conta. La matematica e il formalismo in genere sono stati sfruttati, in buona o mala fede, per dare alle teorie più irrazionali e disumane l’aspetto di verità scientifiche inoppugnabili, costruendo rappresentazioni del mondo irreali, un diorama fatto di finte scienze e false certezze.
Ai nostri tempi questo illusionismo non serve ad altri che a una minoranza, la più sofisticata e dispotica del pianeta, per mantenere il suo dominio animalesco sugli altri dietro una maschera di razionalità, di civiltà e di progresso. Per tutti gli altri il costo è pesante: l’imposizione di teorie adatte a macchine e indifferenti alla natura continua ad aggravare la nostra alienazione, a provocare malattie, sofferenze e morte, a renderci ciechi al futuro.

#Noisiamoincalcolabili è il manifesto di una riappropriazione dell’umano contro questo totalitarismo contabile, contro la tossicodipendenza terminale dai numeri, contro l’illusionismo della finta razionalità. Con una nuova prospettiva e un insight rivoluzionario: quello delle neuroscienze, che per la prima volta nella storia umana ci stanno svelando come funzioniamo, come conosciamo e come desideriamo davvero.
La mia idea è che se vogliamo un avvenire urge rimettere i piedi per terra, riprendere contatto con la materia e con il nostro corpo reale, e soprattutto recuperare e sviluppare la nostra organica abilità empatica, abbandonando lo stupido mito dell’egoismo che ci tiene divisi e miseri.
La mia idea è che è giunta l’ora di prendere definitivamente, in massa, la via propria dell’uomo, lasciando quello della belva a pochi emarginati.
La mia idea è ora o mai più.

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