Sottomissione alla Apple

Nell’ultimo romanzo di Michel Houellebecq, Sottomissione, i Fratelli Musulmani vincono le elezioni in Francia e dal lì cominciano una islamizzazione dolce del paese e dell’Europa che mira a costruire una sorta di contraltare all’antico impero cristiano. I musulmani al governo lasciano tutti i ministeri agli altri partiti e in cambio ne tengono uno solo: quello della pubblica istruzione, l’unico veramente strategico perché un vero progetto di imperialismo culturale non violento non può che realizzarsi modellando l’anima dei fanciulli, così che da adulti le idee dell’invasore per essi siano la cosa più naturale e indubitabile del mondo.

Ho ripensato immediatamente a questa più che verosimile fiction quando mi è arrivato l’invito al Campo Estivo per bambini firmato Apple. Con ogni evidenza si tratta infatti della medesima strategia. Al posto dell’Islam, a dover essere inculcata nei bimbi qui è la religione secolare di un marchio commerciale che si riconferma fra i maggiori sfruttatori di risorse simboliche della nostra già saccheggiata e devastata terra interiore.

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